Titolo: La vera storia di Jack lo Squartatore
Titolo originario: From hell
Regia: Albert & Allen Hughes
Produzione: 20th Century Fox, Stillking, Underworld Entertainment
Cast: Johnny Depp, Heather Graham, Ian Holm, Robbie Coltrane, Jason Fleming, Lesley Sharp, Susan Lynch, Terence Harvey, Katrin Cartlidge, Estelle Skornik, Paul Rhys, Ian Richardson, Nicholas McGaughey, Annabelle Apsion, Joanna Page, Mark Dexter, Danny Midwinter, Samantha Spiro, David Schofield, Bryon Fear, Peter Eyre, Cliff Parisi, Amy Huck
Trama:
Londra 1888. L’ispettore Fred Abberline, che cerca sollievo nell’oppio dopo la perdita di moglie e figlia, ha delle visioni di omicidi. Nel quartiere di Whitechapel un serial killer, che la stampa chiama Jack lo squartatore, estrae organi dai cadaveri appena sgozzati. Incaricato di indagare sul caso, Abberline conosce cinque prostitute e si innamora di una di loro, Mary Kelly, che sogna di tornare in Irlanda per rifarsi una vita. Le donne vengono uccise una dopo l’altra, perché testimoni del matrimonio segreto tra il principe erede al trono e un’ex prostituta loro amica, dalla cui unione è nata una bambina. Ma poiché l’uomo ha contratto la sifilide, la figlia sarebbe scandalosamente la legittima erede. La regina Vittoria affida alla Massoneria il compito di eliminare ogni prova. Lobotomizzata l’inopportuna sposa e affidata la bambina a un orfanotrofio, alcuni confratelli incaricano il medico della famiglia reale, Sir William Gull, di uccidere le cinque prostitute secondo il rito massone. E’ lui Jack lo squartatore. A salvarsi è soltanto Mary, grazie ad un fortuito scambio di persona, e Abberline, per non far sospettare che una testimone è sopravvissuta al massacro, rinuncia a raggiungerla in Irlanda, dove la ragazza si rifugia insieme all’ignara bambina. Sir William viene poi processato dalla massoneria e eliminato per porre fine alla vicenda.
Messaggio:
Troppo facile, troppo scontato, troppo banale. Non è tutto qua, c’è molto di più andando a scavare!
Incominciamo con alcuni estratti dal film:
I spunto di riflessione: dove si trova, in senso esistenziale, un vero (per ciò che noi intendiamo come tale) massone?
Nedly: […] non so più dove sono…
Jack: Suvvia, suvvia Nedly, ti dico io dove siamo. Siamo nella regione più estrema e assoluta dell’animo umano un luminoso abisso dove l’uomo incontra se stesso
Nedly: Non capisco cosa dite, non vi capisco signore.
Jack: L’inferno Nedly, siamo all’inferno
II spunto di riflessione: a che serve tutto il simbolismo massonico? Fondamentalmente, cosa è?
Jack: Sotto l’epidermide della storia pulsano le vene di Londra. Questi simboli: la squadra , il pentacolo; anche un individua profondamente ignorante e depravato come voi avverte che essi sono pregni di energia e di significato. Quel significato sono io, sono io quell’energia. Un giorno gli uomini diranno, guardandosi indietro, che cono stato il precursore del XX secolo.
III spunto di riflessione: che significa “Un giorno gli uomini diranno, guardandosi indietro, che cono stato il precursore del XX secolo”? La risposta è nel terzo estratto del film.
Jack: Io qui non mi trovo in presenza di uguali
Gran Maestro: Come?
Jack: Nessuno meno di voi è i grado di giudicare la perfezione raggiunta dalla mia arte. I vostri riti sono vuoti giuramenti che non capite e non mantenete. Il Grande Architetto mi parla, egli pesa le mie azioni sulla sua bilancia e mi giudica. no voi.
Il vero massone è solo “lo squartatore”. E’ il solo ad aver capito il senso di simboli e giuramenti, e la sua arte necromane (che fa riferimento alla mitologia massonica, in particolare alla storia delle punizioni esemplari di Jubela, Jubelo e Jubelum, assassini di Hiram Abif l’architetto del Tempio di Salomone) ne è la prova.
La verità di un uomo che vive all’inferno non è giudicabile se non dal Grande Architetto (dell’inferno stesso). La verità di quel uomo che non risponde a nessuno del suo operato, che è giudicato secondo criteri non umani (o disumani), l’uomo che è giudicato dall’anti-uomo.
Ed in questo l’unica legge valida è la piena libertà, svincolata dalla verità della vita, dove quel uomo è giudice della vita stessa e della morte.
Egli, che solo può essere definito il veramente libero, non può fare semplicemente ciò che vuole, ma deve farlo! Il rito, il simbolo, il mito deve essere tramutato in realtà per dimostrare la veridicità dell’unica e sola legge: tutto è lecito all’uomo ciò che è possibile all’uomo; assunto primo del satanismo.
Simone Budini
