mar 02 2009
P2
Basteranno poche righe per permettervi di capire la carica e la potenza che andò assumendo la loggia “Propaganda 2”, comunemente nota come P2, nata nel seno della più grande associazione di Palazzo Giustiniani a partire dal 1971. In questa data Licio Gelli viene posto a capo della suddetta loggia: Gelli è un personaggio molto particolare, la cui entrata nella massoneria non fu priva di perplessità all’interno dell’associazione, tanto che la sua richiesta di ammissione fu tenuta in sospeso per un anno prima di essere discussa. Già nel 1969 comunque, pur senza rivestire ruoli di prestigio presso Palazzo Giustiniani, il Gelli ricevette l’incarico di dare il via ad una riunificazione di tutte le logge italiane, soprattutto al fine far cadere alcune preclusioni esistenti con il mondo cattolico. Per capire bene a fondo cos’era la P2 è necessario prendere dei punti di riferimento: prima di tutto si trattava di una loggia “coperta”, di una loggia cioè che non rendeva noti i nomi dei propri affiliati, i quali per giunta molto spesso non sapevano chi fossero i loro confratelli, per lo meno negli strati più bassi. Secondo poi i piduisti non erano di certo persone qualunque… Tra gli iscritti troviamo nomi illustri quali Roberto Calvi (allora presidente del Banco Ambrosiano), Michele Sindona (cassiere della mafia) e poi alti gradi dell’esercito, dei servizi segreti, ministri, prelati e giornalisti. Notissima ormai al grande pubblico la affiliazione dei Silvio Berlusconi, che si presume abbia ricavato le sue grandi ricchezze e la possibilità di costruirle proprio grazie alla sua presenza nella loggia. Riportiamo un brano da “Piano della rinascita della democrazia” dello stesso Gelli, datato 1976: -“Nei confronti della stampa (o meglio dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nomitatim. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambente. Ai giornalisti acquisiti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti […]. In un secondo tempo occorrerà: a) acquisire alcuni settimanali di battaglia; b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata; c) coordinare molte tv via cavo con l’agenzia per la stampa locale; d) dissolvere la Rai – tv in nome della libertà di antenna.”- . Potrebbe sembrare strano che alcuni di questi punti sono stati attualmente realizzati dal governo Berlusconi… ma questa è un’altra storia. Lo “smascheramento della P2 avvene attraverso le indagini dei pm di Roma e Milano riguardo l’utilizzo e la destinazione dei fondi del Banco Ambrosiano, che portarono all’arresto di Calvi. Quest’ultimo, uomo debole ed inadeguato per il ruolo assegnatoli nella loggia, commise fin troppi errori ceh pagò a carissimo prezzo. Fu trovato ucciso presso il “Blackfriars Bridge” a Londra nel giugno del 1982, incastrato dalla massoneria con la connivenza della “banda della magliana”, ed in particolare di Flavio Carboni: Licio Gelli e il suo braccio destro, Umberto Ortolani, pianificarono una trappola per far fuggire Calvi dall’Italia (gli fu mostrato un falso mandato di cattura) per poi ucciderlo a Londra. Erano certamente a conoscenza dei fatti, oltre ai vertici piduisti, esponenti della malavita organizzata e dello Ior (coinvolta per un flusso di fondi dal Banco Ambrosiano da indirizzare al sindacato polacco Solidarnosc). Come spiegare però, contando su una così fitta rete di appigli istituzionali, lo “smascheramento” e lo “sgretolamento” della loggia? Al di là di ogni ragionevole dubbio possiamo pensare che la P2, portata ad una situazione di estremo rischio per l’inaffidabilità di alcuni affiliati, abbia deciso autonomamente un rimpasto per consolidare di nuovo la propria posizione. In fin dei conti i progetti di Gelli oggi sono legge della Repubblica Italiana.
Paolo Magistri
