Povertà, disuguaglianza, malattie, terrorismi, guerre… Ti sei mai chiesto quali siano i problemi, i motivi di antagonismi e di tensioni a livello internazionale che più ci preoccupano? Qual è il comun denominatore cui tutti fanno riferimento? Un unico movente fondamentale. Quello economico.
Il Quinto Potere
La cultura liberale in cui siamo cresciuti, dall’Illuminismo in poi, ci ha convinto che il modo migliore di organizzare la società sia dividendo i tre poteri fondamentali: legislativo, esecutivo e giudiziario. Col tempo sempre più importanza ha assunto il potere dei “Media”, come stampa e televisione, conosciuto anche come “quarto potere”. E’ tuttavia un altro, ormai, il potere che si sta andando sempre più affermandosi. Il quarto. Il più importante, ma anche quello più accentrato. Quello di battere moneta, oggi detenuto principalmente dal trio Fondo monetario internazionale, Banca mondiale e Organizzazione mondiale del commercio. E se la Politica stessa fosse null’altro che un “teatrino” dietro cui si nascondono giochi che restano ignoti all’opinione pubblica? Ne parleremo tra poco. Forse è il caso di chiedersi se c’è qualcosa di radicalmente sbagliato nelle leggi che regolano come va il mondo e nei valori che ci vengono continuamente proposti.
Nei regimi totalitari ogni aspetto, da quello politico a quello culturale, della vita dei cittadini è controllato saldamente dal potere centrale (si veda l’importanza della propaganda nella Germania nazista o nella Russia stalinista). In realtà, le multinazionali non vedevano troppo male tali regimi: basti pensare agli affari d’oro fatti dalla “The Coca Cola Company” con la Germania nazista. Lo scoppio della II Guerra Mondiale avrebbe rappresentato un problema per gli affari della Corporation: fu così che nacque la Coca-Cola ariana: la FANTA!
La vittoria dei regimi liberali, che doveva segnare proprio la vittoria del valore dell’individuo e della sua libertà, è poi degenerata nel suo opposto: oggi l’individuo è accompagnato costantemente, dalla nascita alla morte, dagli pseudo-valori proposti dalla cultura capitalistica: sei forte se sei alla moda, se sei “potente”, ricco, se non ti manca niente. La pubblicità crea continuamente bisogni nuovi per alimentare il mercato, per spremerci meglio, facendo leva sulla nostra paura di non valere abbastanza. Cresciamo nell’agiatezza, viziati da tutti i comfort superflui che ci offre la società, ma solo perché è il nostro compito: comprare per sostenere il sistema. Quasi fossimo tanti animali allevati all’ingrasso e viziati da un pastore che non vede l’ora di vendere ogni parte del nostro corpo.
…tasselli di un sistema economico…
Non siamo più né animali politici, né individui con diritti e doveri, né cristiani, né “compagni”, né “camerati”. Siamo consumatori. Tasselli di un sistema economico che ci trascende. Ci hanno detto che civiltà va di pari passo con libertà. Chi è, a ben vedere, il modello che ci viene proposto? E’ l’uomo potente, quello con i soldi. E’ proprio vero che chi ha più soldi è necessariamente più libero? L’uomo occidentale è sicuramente libero. Ma si tratta di una libertà puramente formale, non sostanziale, perché le cose che possediamo, spesso finiscono per possederci.
Molto interessanti sono alcune riflessioni contenute nel film “The Corporation”, prodotto da M. Moore. Viene osservato che, se l’uomo ha inventato il sistema capitalistico, questo ha poi raggiunto una forza tale da rovesciare le parti e servirsi degli uomini, ridotti in consumatori, per autosostenersi. Una sorta di “alienazione” che ci ricorda Feuerbach: l’uomo prima costruisce il totem, poi si prostra ad esso. Che l’oppio dei popoli non sia più la religione, né gli spettacoli gladiatori dell’antica Roma, ma le false ideologie politiche e i falsi idoli che ci vengono quotidianamente propinati!! Il Capitalismo, nato come un ottimo metodo per produrre ricchezza, ci sta stritolando, un po’ come il mostro di Frankenstein, che, nato innocente, uccide il proprio creatore.
Le multinazionali: cosa sono, come agiscono
Il sistema capitalistico, oggi, si basa sull’attività delle Multinazionali: cos’è e che scopi ha una multinazionale? Una Multinazionale (Corporation) è una “legal person”, una persona giuridica che agisce e, soprattutto, ha diritti esattamente come una persona umana. La sua forza? La potenziale immortalità. La sua sicurezza? Il fatto che a lei sono legate la vita e il destino di enormi quantità di persone. I suoi vantaggi sul mercato? Una Corporation è AMORALE: non esiste alcun codice etico che detti il suo comportamento: l’unico, fisso e immutabile criterio cui sono sottoposte le sue azioni è il Profitto. IL SUO UNICO OBBIETTIVO E’ L’ARRICCHIMENTO DEI PROPRI AZIONISTI. Ecco che si spiegano i riprovevoli atteggiamenti di sfruttamento nei confronti dei bambini del terzo mondo, le violazioni dei diritti umani, rispettati solo da pochissime aziende. Così si spiega il riciclaggio di denaro che proviene dalle piantagioni di sostanze stupefacenti, o, ancora, il dramma dello sfruttamento dei bambini soldato con in mano un’arma proveniente dai paesi ricchi (Italia in primis!).
Uno tra i principali argomenti portati dagli apologisti di questo Sistema, comunque, è la cosiddetta “efficienza della privatizzazione”. Questa porta la produttività al massimo possibile. In Congo, ad esempio, dove oltre al cibo manca l’acqua, l’unica cosa puntualmente presente in quasi ogni angolo della regione è un distributore di Coca-Cola! Seguendo quest’ottica, è stato proposto di privatizzare tutto: le scuole, trasformandole in aziende, in modo da renderle più efficienti; l’acqua e l’aria, per proteggerle dall’inquinamento (se l’aria poi si inquinasse, le sue azioni scenderebbero, e gli squali, anzi, i “mattoni”, della finanza non lo permetterebbero mai!). C’è solamente un problema: l’ecosistema non reggerebbe. Focalizzare l’attenzione e l’impegno dell’ingegno umano su interessi particolaristici e singoli fa perdere totalmente il controllo del generale. Un esempio? Alla metà dell’Ottocento le fabbriche londinesi perseguivano tranquillamente i propri propositi di efficienza e produttività. Risultato: l’Inghilterra, prima potenza mondiale, aveva una capitale invivibile, avvolta perennemente in una nube di smog. L’inquinamento devastante di cui oggi paghiamo le conseguenze (e l’inquinamento è solo uno dei tanti esempi citabili) è l’effetto non tanto di qualche amministratore delegato sprovveduto o senza scrupoli, ma di un Sistema che ci porterà al collasso.
Troppo debole è la posizione dei governi delle Nazioni, soprattutto quello della prima potenza mondiale, che pretende di presentarsi come “esportatrice di democrazia”. Ma ciò non deve sorprendere, se è vero che negli USA le stesse corporations hanno finanziato la campagna elettorale del candidato repubblicano Bush e di quello democratico Kerry. Inoltre, il neocolonialismo altro non è che la strategia delle principali potenze ex-coloniali per mantenere l’influenza sui paesi sottosviluppati, attraverso il controllo dell’economia e l’ingerenza negli affari politici interni. Né i progetti di egemonia mondiale sono tenuti troppo nascosti dalla Destra americana (i “neo-con”): nel settembre 2000 Dick Cheney (vicepresidente), Donald Rumsfeld (segretario alla Difesa) e Paul Wolfowitz stendono un testo in cui si mette a punto un Project for the New American Century, descrivendo le forze armate statunitensi all’estero come la “cavalleria lungo la nuova frontiera americana”.
E’ il momento di assumerci la responsabilità di ciò che ci sta intorno. Capire come stanno le cose è solo il primo passo.
