
mar 02 2009
Nuovo Disordine Mondiale – Michel Schooyans
Nell’ambito delle problematiche poste in essere dalla globalizzazione e in ordine ai temi di bioetica o di pianificazione familiare su scala mondiale, la divisione che vede contrapposti Chiesa e mondo laico è estremamente profonda e tocca le convinzioni più intime dei diversi schieramenti.
In questo senso, il presente libro è un libro di “parte” e, se non dovesse bastare l’autorevolezza dell’Autore – dottore in filosofia, teologia e professore emerito presso l’Università cattolica di Lovanio, professore ospite presso numerose Università americane e membro presso prestigiosi Istituti internazionali a Roma, Bruxelles, Parigi e Washington, e le cui competenze spaziano dalla filosofia della politica alle ideologie contemporanee fino alle politiche relative alla popolazione – un valore aggiunto di peso non irrilevante può rinvenirsi nella prefazione del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Card. Ratzinger.
Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di “dittatura mondiale” perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’O.N.U., le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate.
Secondo l’Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la “filosofia dell’egoismo” dei paesi ricchi ai paesi poveri o in via di sviluppo, ed il dominio di pochi su tutti gli altri.
Sua peculiarità è la nascita di una nuova antropologia che spazzi via l’idea stessa di famiglia e di maternità, e la cultura che vi soggiace, al fine, solo presunto, di dare alla donna la possibilità di autorealizzarsi.
In questo quadro, per Schooyans, la politica sanitaria delle organizzazioni internazionali, prima fra tutte l’O.M.S., si traduce in un attacco a tutte le diverse forme di vita, fin dal suo primo insorgere, promuovendo, a livello globale ma poi specialmente nei paesi poveri o in via di sviluppo, le pratiche abortive, la contraccezione, l’eutanasia, la sterilizzazione.
Tutte forme diverse attraverso le quali verrebbe portata avanti una politica di “riduzione del numero dei commensali alla tavola dell’umanità”, in nome di un “interesse superiore” che è un nuovo modo di dire totalitarismo, e che la storia ha già visto quando l’interesse superiore era quello della Razza, dello Stato o del Partito.
Secondo il professore di Lovanio, tra i documenti più interessanti al riguardo, c’è il dossier NSSM 200, redatto nel 1974 su richiesta dell’allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger, che analizza le implicazioni della crescita demografica mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti d’America.
Dal documento si evincerebbe, tra l’altro, l’azione di lobbing e la connivenza con i principali gruppi internazionali privati che si interessano di demografia e che agiscono tutti nel senso indicato dal NSSM 200. Scopo ufficiale di queste organizzazioni benefiche è quello di aiutare la donna e promuovere i suoi diritti e quelli della famiglia. Di fatto, Schooyans ritiene che queste cercano soprattutto di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei “problemi” legati alla penuria di risorse e alla popolazione.
L’ideologia sottostante che avrebbe avviato questa campagna di “pianificazione familiare, a livello mondiale”, del “genere” umano, è ad avviso dell’Autore una sorta di incrocio tra l’ideologia di tipo social-comunista alla Feuerbach (individui solo ingranaggi della collettività), di Marx (le identità nazionali devono scomparire a favore di un Nuovo Ordine Mondiale governato da una minoranza illuminata) e di Lenin (tecnocrati illuminati che creano una rete di organizzazioni internazionali al servizio della pianificazione umana), con l’ideologia liberale alla Malthus (teorico della sicurezza alimentare, per cui poveri e meno dotati vanno eliminati o non fatti nascere), Bentham (utilitarismo etico, per cui il povero, che non produce o non produce abbastanza e tuttavia pretende di consumare, sia vinto dalla concorrenza) e Galton (uno dei massimi teorici eugenetici, per cui è necessario favorire la trasmissione della vita solo tra i più dotati. Già applicata nella Cina popolare).
Di fatto, agli individui viene attribuita una semplice “funzione” di ordine sociale che è data in relazione al “nuovo paradigma della sanità”.
La sintesi è lo sviluppo di una nuova etica medica di cui l’OMS si sente la sola in grado di farsi carico e di rispondere, a nome di tutto il mondo.
In questo risultato, contrario al mondo religioso, l’Autore vede la morte del giuramento d’Ippocrate, con delle regole a priori, generali, valide per tutti gli uomini ed il nascere di una nuova etica sanitaria che all’eguaglianza sostituisce l’equità, concetto variabile, stabilito di volta in volta dall’OMS e dalle pressioni dei suoi finanziatori. Questi ultimi stabiliranno le priorità a seconda delle risorse disponibili e dell’utilità dell’individuo all’interno della società.
Questa nuova etica, prosegue l’Autore, secondo l’ex Gran Maestro di Francia Pierre Simon è stata messa a punto all’interno delle logge massoniche francesi.
D’altra parte, gli stessi concetti di olismo e nuovo paradigma vengono propagandati nelle molteplici reti gettate dalla New Age. Le assonanze concettuali sarebbero talmente forti ed evidenti da non lasciare alcun dubbio.
La New Age, poi, continua Schooyans citando la massima teorica e divulgatrice, Marilyn Ferguson, affonda le sue radici nella tradizione di fraternità mistica (rosacruciana, massonica ed ermetica) e deve liberare dalle vecchie costrizioni fondate sulla cultura e sulla famiglia.
Questi sono, pertanto, nella visione di Schooyans, forse i veri burattinai a cui le stesse organizzazioni internazionali devono dare conto.
Il professore di Lovanio ne fa discendere che, oggi, sarebbero in pericolo i diritti dell’uomo sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948. L’attentato alla loro integrità sarebbe già cominciato quando Boutros Boutros-Ghali ha cominciato a parlare di una loro possibile revisione in quanto, “i diritti dell’uomo sono, per definizione, dei diritti in continuo mutamento”.
Ma se il diritto perde la sua generalità ed universalità e prende piede la specificità dei diritti, continua l’Autore nel suo ragionamento, siamo ai prodromi di una nuova e più pericolosa tirannia, il diritto cessa di essere un baluardo contro di essa e prende vigore una forma di positivismo giuridico analogo a quello che ha aperto le porte al nazismo.Viceversa l’uguaglianza di tutti, compreso il nascituro, è la cellula madre di ogni democrazia.
Pertanto, suggerisce Schooyans, è necessaria ed urgente una politica che ponga alla base il recupero del valore fondante della famiglia – bastione inespugnabile contro ogni totalitarismo in quanto luogo per eccellenza dell’agire libero, dialogico, tendente all’accordo e al rispetto delle libertà altrui – e della condivisione del sapere (quindi mediante la cultura).
Se questo non fosse possibile, avvisa il docente in modo molto forte, è doveroso resistere e, laddove necessario, disobbedire a queste nuove leggi che, in quanto ingiuste, sono illecite e pertanto non obbligano la coscienza dell’uomo.
Il richiamo all’opposizione ad ogni tirannia, infine, ricorda l’unico caso di opposizione attiva permessa dalla dottrina tomista e accettata dalla Chiesa: il tirannicidio.
Il libro di padre Schooyans risulta, pertanto, culturalmente “sovversivo”. È prodromico all’istigazione alla disobbedienza civile, facendo presagire anche la possibilità di opporsi attivamente a questo nuovo corso. Il saggio, d’altra parte, potrebbe essere archiviato come uno dei tanti testi contro la globalizzazione e la mondializzazione se non avesse, come illustre autore della Prefazione, il Card. Ratzinger.
Se la forza esplosiva di questo libro è condivisa dalle massime gerarchie ecclesiastiche, questo significa che nei prossimi anni potremo assistere ad un confronto aperto, serrato e, dialetticamente, intenso, tra le due massime organizzazioni Mondiali oggi esistenti sul pianeta, l’O.N.U. e la Chiesa Cattolica.
Forse è questo il terreno di un grande confronto destinato ad avere come centro la concezione dell’uomo, di ogni latitudine, ed i suoi inalienabili diritti, secondo la morale religiosa, dal suo concepimento fino alla sua morte naturale.
RECENSIONE DI: http://www.sisde.it/sito%5CRivista18.nsf/servnavig/29
mar 02 2009
La vera storia di Jack lo Squartatore
Titolo: La vera storia di Jack lo Squartatore
Titolo originario: From hell
Regia: Albert & Allen Hughes
Produzione: 20th Century Fox, Stillking, Underworld Entertainment
Cast: Johnny Depp, Heather Graham, Ian Holm, Robbie Coltrane, Jason Fleming, Lesley Sharp, Susan Lynch, Terence Harvey, Katrin Cartlidge, Estelle Skornik, Paul Rhys, Ian Richardson, Nicholas McGaughey, Annabelle Apsion, Joanna Page, Mark Dexter, Danny Midwinter, Samantha Spiro, David Schofield, Bryon Fear, Peter Eyre, Cliff Parisi, Amy Huck
Trama:
Londra 1888. L’ispettore Fred Abberline, che cerca sollievo nell’oppio dopo la perdita di moglie e figlia, ha delle visioni di omicidi. Nel quartiere di Whitechapel un serial killer, che la stampa chiama Jack lo squartatore, estrae organi dai cadaveri appena sgozzati. Incaricato di indagare sul caso, Abberline conosce cinque prostitute e si innamora di una di loro, Mary Kelly, che sogna di tornare in Irlanda per rifarsi una vita. Le donne vengono uccise una dopo l’altra, perché testimoni del matrimonio segreto tra il principe erede al trono e un’ex prostituta loro amica, dalla cui unione è nata una bambina. Ma poiché l’uomo ha contratto la sifilide, la figlia sarebbe scandalosamente la legittima erede. La regina Vittoria affida alla Massoneria il compito di eliminare ogni prova. Lobotomizzata l’inopportuna sposa e affidata la bambina a un orfanotrofio, alcuni confratelli incaricano il medico della famiglia reale, Sir William Gull, di uccidere le cinque prostitute secondo il rito massone. E’ lui Jack lo squartatore. A salvarsi è soltanto Mary, grazie ad un fortuito scambio di persona, e Abberline, per non far sospettare che una testimone è sopravvissuta al massacro, rinuncia a raggiungerla in Irlanda, dove la ragazza si rifugia insieme all’ignara bambina. Sir William viene poi processato dalla massoneria e eliminato per porre fine alla vicenda.
Messaggio:
Troppo facile, troppo scontato, troppo banale. Non è tutto qua, c’è molto di più andando a scavare!
Incominciamo con alcuni estratti dal film:
I spunto di riflessione: dove si trova, in senso esistenziale, un vero (per ciò che noi intendiamo come tale) massone?
Nedly: […] non so più dove sono…
Jack: Suvvia, suvvia Nedly, ti dico io dove siamo. Siamo nella regione più estrema e assoluta dell’animo umano un luminoso abisso dove l’uomo incontra se stesso
Nedly: Non capisco cosa dite, non vi capisco signore.
Jack: L’inferno Nedly, siamo all’inferno
II spunto di riflessione: a che serve tutto il simbolismo massonico? Fondamentalmente, cosa è?
Jack: Sotto l’epidermide della storia pulsano le vene di Londra. Questi simboli: la squadra , il pentacolo; anche un individua profondamente ignorante e depravato come voi avverte che essi sono pregni di energia e di significato. Quel significato sono io, sono io quell’energia. Un giorno gli uomini diranno, guardandosi indietro, che cono stato il precursore del XX secolo.
III spunto di riflessione: che significa “Un giorno gli uomini diranno, guardandosi indietro, che cono stato il precursore del XX secolo”? La risposta è nel terzo estratto del film.
Jack: Io qui non mi trovo in presenza di uguali
Gran Maestro: Come?
Jack: Nessuno meno di voi è i grado di giudicare la perfezione raggiunta dalla mia arte. I vostri riti sono vuoti giuramenti che non capite e non mantenete. Il Grande Architetto mi parla, egli pesa le mie azioni sulla sua bilancia e mi giudica. no voi.
Il vero massone è solo “lo squartatore”. E’ il solo ad aver capito il senso di simboli e giuramenti, e la sua arte necromane (che fa riferimento alla mitologia massonica, in particolare alla storia delle punizioni esemplari di Jubela, Jubelo e Jubelum, assassini di Hiram Abif l’architetto del Tempio di Salomone) ne è la prova.
La verità di un uomo che vive all’inferno non è giudicabile se non dal Grande Architetto (dell’inferno stesso). La verità di quel uomo che non risponde a nessuno del suo operato, che è giudicato secondo criteri non umani (o disumani), l’uomo che è giudicato dall’anti-uomo.
Ed in questo l’unica legge valida è la piena libertà, svincolata dalla verità della vita, dove quel uomo è giudice della vita stessa e della morte.
Egli, che solo può essere definito il veramente libero, non può fare semplicemente ciò che vuole, ma deve farlo! Il rito, il simbolo, il mito deve essere tramutato in realtà per dimostrare la veridicità dell’unica e sola legge: tutto è lecito all’uomo ciò che è possibile all’uomo; assunto primo del satanismo.
Simone Budini
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